venerdì 19 ottobre 2012

This is the end? No, This is a new beginning.

Mi hanno appena levato la parola, proprio mentre ero in procinto di pronunciarla, chissà cos'altro il mio cuore mi suggerirà di dire adesso.

Potrei cominciare con il dire che negli ultimi tempi ci sono state delle variazioni nella mia vita ed in quella di chi mi è più prossimo.

Mia nipote più grande va già in seconda elementare, il più piccolo ha quasi un anno, io non sono la piccina di casa da un pezzo, la bimba non lo è più da quasi dodici mesi e il bimbo, forse, non lo sarà più nemmeno lui, almeno se la storia che raccontano i suoi genitori di metterne presto uno in cantiere è vera. 

Sono comare per la quarta volta. La mia amica-sorella-compagna di scuola Lory si è sposata con Paquito. E se n'è andata fino in America. Ha fatto bene e sono felice per loro due. Certo, che è strano, una persona pensa che i suoi amici sono dall'altra parte del mondo e chissà che fanno, ed invece, apre Facebook, ed è come se fossero dietro l'angolo. Vedi foto di New York in anteprima, vedi facce che in foto sembrano pensierose, i loro sguardi lontani, ma poi leggi cosa scrivono e le altre foto e capisci che la lontananza non è sempre come il vento. (*)

L'amico-blogger Baol, parla di una persona che ha gli stessi modi che ha avuto mio padre la sera al ritorno dal matrimonio, mentre mi faceva da passeggero. Tutto coincide, perfino il racconto dell'animale sulla strada. Certo, due curve, con quella Panda, non le ho prese molto bene ma mio padre è esagerato, mamma mia quanto è esagerato. Fa il pauroso da sempre (o lo è sempre stato).

L'andata, invece, è stata un successone: pioveva a dirotto, i tergicristalli dovevano spostare rive di un fiume altro che semplici gocce adagiate sul parabrezza. Mio cognato che si trovava davanti e che conosceva la strada guidava convinto che avessi una Ferrari, ad un certo punto ho guardato verso il contachilometri e mi sono data una regolata. Tutto fantastico: la sposa era già in Chiesa ed io che sapevo di dover essere la testimone di nozze non ero ancora arrivata. La cerimonia non era ancora cominciata, si aspettava il prete. (Lo so, è un po' strano: ma cosa non è strano di questi tempi!? E non ho scritto che la corsa si faceva perché ero arrabbiata quanto tre furie messe insieme proprio a causa del ritardo non voluto da me - va be', l'ho scritto ora).
Il matrimonio è stato bellissimo: sotto tutti i punti di vista. Si è riso, ci si è ritrovati con i vecchi conoscenti e con gli amici perduti.

Negli stessi istanti nella testa di un'altra persona si consumavano pensieri dispersi nel vento (*), ed ora anche nella mia.

Tutto è cambiato: tutto è sempre uguale anche se tutto è diverso. Se sento una mancanza ed è quella della mia automobile che ora è dal meccanico nessuno si scandalizzi è che ha una buona tenuta su strada e raffiche di vento non riescono a scuoterla. (*) (*: What?)