martedì 27 marzo 2012

Quei brutti scherzi telefonici.

Stamattina mi sono svegliata e poi, mi sono riaddormentata quasi subito. Ho sognato: che un mio ex compagno di corso, si presentava con un nome diverso da quello con il quale l'ho conosciuto, e mia cugina che allo stato attuale aiuto a studiare nel pomeriggio, solo che era alta circa un metro e novanta (almeno, mi è sembrato che fosse lei).

Quando ho riaperto gli occhi ho sentito un dolore al cranio e all'orecchio come se mi avessero dato una mazzata sulla testa, dalla posizione che avevo assunto sul cuscino, mi sono ricordata, che questo male l'avevo già sentito qualche anno fa, proprio davanti al computer, mentre leggevo il blog di una (o uno) signora, che scriveva post e poesie, a sfondo erotico, più o meno con espressioni ed immagini velate.

Mi trovavo davanti al suo sito, e leggevo il suo ultimo intervento, vedevo la foto di una bambina che si metteva in punta di piedi per telefonare a suo padre, da una cabina.
Prima mi si è scurita la vista, poi, ho provato una vertigine, infine, sono caduta con la testa sulla scrivania, come un peso morto. Sono riuscita a riprendermi, ma il dolore era così forte che non riuscivo neppure a telefonare per farmi aiutare.
Così, ho pensato di alzarmi, per bere qualcosa, ma durante il tragitto verso il frigorifero, devo aver perso i sensi.
Ho riaperto gli occhi, che in casa c'era solo mio padre (forse, era già arrivato prima, non ricordo bene), quello che so è che ho sentito un male assurdo. Sembrava che il mio capo pesasse trecento quintali.

All'inizio non riuscivo a mettere in ordine neppure le parole di una minima frase, ho temuto d'avere un ictus. A poco, a poco dopo essere stata in ospedale mi sono ripresa.

Non so se esiste ancora il blog in questione, certo, ad associare il padre ed il telefono, a tutta la situazione, il tutto mi sembra sempre più lugubre, macabro.
Non lo seguivo perché ne provavo fascino o affezione, anzi, è solo che l'avevo scovato leggendo tra i commenti di una persona che conoscevo in quel periodo. M'incuriosiva, per diverse ragioni: la prima è che si parlava di un concorso letterario (online) il cui nome è 'rosso venexiano', ed il mio nick era (ed è) 'rouge', quindi, per qualche motivo sconociuto, nel mio subconscio, ne volevo sapere di più, tantopiù che spesso mi sembrava che sapesse o scrivesse cose che riguardavano me, ma in modo del tutto alieno rispetto a come l'avrei scritto io (infatti, con me non c'entrava niente).

Ora: è da diverse mattine, che mi sveglio, e mi fa malissimo l'orecchio sinistro, poi mi passa, in più c'è questo male alla testa che ritorna appena mi ci concentro.

Un po' ho paura della mia auto-diagnosi, e sì, che non ho più neppure paura della morte.