mercoledì 12 dicembre 2007

Dio c' è, qui e ora.

Il libro era poggiato su una pila di fogli che ostentavano un equilibrio stentato: sarebbe bastata solo una mossa lieve a destra e la torre che Cristiana aveva in mano sarebbe caduta al suolo.
Le biblioteche hanno la regola del silenzio, e se ti muovi eccessivamente trovi sempre qualcuno pronto ad esortarti ad abbassare la voce, e va bene... ma non si trovava in biblioteca, era, invece, nel bel mezzo di una conferenza, di fianco a personaggi illustri, in qualità di hostess o "passa carte, reggi fascicoli, riempitrice di bicchieri con acqua", insomma, la conferenza non era tra le più organizzate, i personaggi illustri di cui le aveva parlato Daniela poi tanto illustri non erano, ma ad assistere erano circa trecento persone.
"Si sposti un momento signorina" - "oh no!!", un fragoroso tonfo di carta sul suolo diede il via al più rumoroso dibattito che si fosse mai udito, non una persona si rifiutò di prendere parola: tutti alla ricerca dell' aiuto verbale più consono ad un' imbranata, mentre la voragine che dal pavimento mostrava il centro della terra era divenuta abnorme e Cristiana si poteva osservare nello specchio di fuoco fluido che dal più profondo interno della terra emanava vapori di ogni sorta. Ed anche quegli sguardi sembrava che stessero appiccando un incendio sottocutaneo nel corpo di Cristiana, tanto era il calore che la donna sentiva divampare in corpo per la vergogna di essere al centro dell' attenzione in una situazione in cui, magari, sarebbe stato meglio essere invisibile o del tutto assente.
La conferenza, per fortuna, era quasi alla fine e, trascorsi quei minuti si trovò finalmente fuori da quell' assemblea di avvoltoi. Appena mise piede fuori dall' edificio si sentì sollevata, respirò profondamente, tanto da sentire uno sgradevole odore di gomma bruciata. Si guardò intorno e tutto era nella solita quiete delle ore 21:00, proseguì con calma, girò l' angolo e dei malviventi stavano scappando dopo aver dato fuoco ad un auto in sosta. Cristiana tornò indietro velocemente e chiamò la polizia per avvisare dell' incendio. Corse a casa quasi in volo, correva disperatamente e aveva paura che quella giornata continuasse per sempre. Fin dal mattino era andato tutto secondo i piani... di qualcun altro! Tant' è che lei non aveva programmato nulla di tutto quel che accadde quel giorno.
Si trovò alla conferenza per sostituire un' amica. Era a piedi perché di mattina l' auto era servita al suo uomo, il quale in maniera geniale aveva deciso di non tornare in tempo per restituirla a Cristiana, giusto il tempo per andare a parcheggiare la macchina dal carrozziere proprio nel giorno sbagliato, dopo aver rimandato per settimane, inutilmente, e nonostante il disagio causatole tutto il giorno era stato irreperibile per cause sconosciute, dato che il licenziamento di Alberto di due giorni prima, aveva reso l' uomo libero di girovagare o poltrire sul divano per giornate intere.
Giunta sotto casa sua aprì la borsa per cercare le chiavi, girò l' affare di metallo nella serratura, aprì il legno marcio che gli inquilini chiamavano portone e nel buio sentì un rumore flebile e stridente, aggrottò le sopracciglia e allungò il braccio per accendere l' interruttore della luce ma balzò su se stessa per la carezza ricevuta sul braccio, la luce si accese e un simpatico ratto era in preda ad effusioni con il suo braccio. Urlò maledettamente forte e scosse il braccio per tre volte prima che l' animale si allontanasse dal suo corpo.
Uscì di nuovo e andò verso casa dei suoi genitori, mentre si chiedeva dove fosse andata a finire la giustizia divina. Durante il tragitto provò ancora a chiamare Alberto al cellulare ma continuava a non rispondere, stava attraversando la strada quando sentì la voce di lui, si voltò e di fianco lo vide risplendere in quel corpo che malgrado tutto adorava, con il suo sorriso che da sempre la metteva di buon uomore.
Bastarono pochi attimi per realizzare che "a volte dopo una giornata da non ricordare ci si accorge che Dio esiste grazie all' uomo che si ama, perché l' Idiota prima ti chiama mentre attraversa la strada per venire da te e si fa investire dal camion dietro di lui e dopo tre secondi senza nemmeno averti chiesto se avessi voglia di andare ti ritrovi davanti al luccichìo dorato delle chiavi di San Pietro. Il tempismo non è mai stato il suo punto di forza."