lunedì 8 ottobre 2007

L' albergo dei miei ricordi ospita sogni e nostalgie

Stasera i miei pensieri viaggiano attraverso il tempo e lo spazio.
I miei ricordi sfiorano una notte passata a casa mia, notte passata a pensare ai precedenti funerali in famiglia, quelle notti in cui una persona cara aveva dormito a casa mia (prima che si sposasse e prima che lasciasse la vita), a ricordare notti vissute tra cugine a raccontarsi delle proprie paure, a parlare delle foto e delle sensazioni che suscitano quando appartengono ad un defunto... Quella notte pensavo che adesso lei era altrove e la notte, la veglia, stavolta era per lei e ora, che impressione faceva guardare i suoi occhi in una foto?!
E' strano quando ti abbandona qualcuno a cui non riesci a dare migliore collocazione che non sia la vita. Ci sono persone che hanno la socializzazione nel sangue, che ti mettono sempre in condizione di parlare con la loro aria sicura che rassicura.
Eppure ci sono anche altre persone al mondo che non parlano mai, ridono poco, si aprono quando sentono di potersi fidare e poi dànno il loro cuore, e allora mi viene da pensare che se non nasciamo tutti uguali e che se lottiamo per un posto tra la gente l' unica speranza è di non dovere buttare sangue dalla fronte prima di riuscirci.
La vita non è semplice per nessuno, però, per qualcuno è più difficile. Alcune persone si bloccano davanti ad uno sguardo più severo, davanti ad una battuta "fuori posto", e rimangono da sole. Altre persone vengono isolate anche dalle persone che dicono di essere religiose ma vanno in giro fiere di sé dopo una felice mattinata trascorsa in chiesa e poi parlano a certa gente per pena e si nutrono dei loro stessi pregiudizi. Non credo che le persone abbiano bisogno della pena degli altri. Ma non credo nemmeno che ignorarsi porti a qualcosa.
Invidio gli animali e i rapporti che instaurano tra loro.
L' illuminismo predicava che noi uomini ci distinguiamo dagli animali per la ragione... la ragione è prendere un libro e studiare?! La ragione per me è (forse) la consapevolezza di aver studiato e aver capito qualcosa in più sul genere umano e sul mondo. La ragione dovrebbe renderci migliori, se non altro renderci chiaro che far soffrire gli altri non è d' aiuto né a loro né a noi.
Il Romanticismo, invece, voleva che ci distinguessimo per i sentimenti. E se tra ragione e sentimenti provassimo a non distinguere sarebbe davvero follia, non è così?!
C' è una persona da qualche parte nell' universo di cui non ho voglia di sapere più di quel che so già, ma a cui auguro un futuro brillante se non quanto una stella grande quanto l' intero firmamento. La stesso auguro a me che passo il tempo un po' perdendomi in me stessa e un po' cercando di non perdere il tempo stesso, e ogni lacrima che ho speso a vuoto spero che colmi tutti i giorni che verranno in modo da non doverne versare delle altre.
In questo preciso istante ho realizzato che non ho bisogno di niente, sto studiando, e se da Lassù nessuno vorrà darmi un fischio per farmi avvicinare, coi miei tempi, un po' persi e un po' no, riuscirò a brillare anch' io.



"Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò,
e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò.
Quando la donna cannone d'oro e d'argento diventerà,
senza passare dalla stazione l'ultimo treno prenderà.
E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà,
dalle porte della notte il giorno si bloccherà,
un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
e dalla bocca del cannone una canzone suonerà."


Da "La donna cannone", Francesco De gregori.