sabato 18 agosto 2007

L' Etno music e alcuni gelesi

Saranno già tre anni (o forse un po' di più) che l' Estate gelese è caratterizzata da "café concerti" e manifestazioni "etniche"... come quella di stasera.

Io, non ho assolutamente nulla contro questo genere di iniziative. Solo che non mi spiego alcuni dettagli. Adesso proverò a chiarirmi per farvi capire (speriamo).

La manifestazione etnica si tiene ai muretti di Macchitella, ovvero il quartiere residenziale della città che nelle ore notturne è affollato da gente di ogni tipo e che giunge da qualsiasi zona del paese.

Trovi gente normalissima come me e gente che deliberatamente sceglie di essere inserita in questa o quell' altra categoria che adesso descriverò, ma solo a scopo didattico ( risata generale ).

Una buona percentuale dei "frequentanti" gira con abiti costosissimi e su macchine super luccicanti e altrettanto spocchiose quanto i loro abiti, che ti fanno pensare " e mannaggia alla disoccupazione, ma può essere che in realtà è solo frutto della mia immaginazione?! "

Un' altra percentuale di persone è quella altrettanto firmata da capo a piedi ma in versione strascicata, quella che negli anni '70 avrebbe gridato all' amore libero sul tetto di casa ( qualora lo avesse avuto, ma a Gela è alquanto improbabile, data la vasta mole di terrazzi presenti e il numero quasi minimo di tetti) per poi ritrovarsi ai giorni nostri in giacca e cravatta a crescere figli viziati, il cui unico passatempo è di sperperare il loro denaro, in qualsiasi futilità e scemenza.

Adesso, provate a mettere le due categorie poco sopra citate insieme e fatevi un' idea dell' intruglio che ne viene fuori.

Proverò a raccontare oggettivamente un episodio.

C' è stato un momento esatto in cui il ragazzo finto strascicato con in mano il microfono parlava alla massa di gente, tra cui io, invitandola / - ci a ballare ma con parole poco simpatiche (e senza alcuna verve), aggiungendo che avremmo dovuto essere stanchi di parlare a vuoto con i nostri discorsi vuoti. Bene, dei ragazzi appartenenti all' altra categoria si sono permessi di sentirsi offesi, gli hanno dato del " fatto " abbinando l' epiteto alla frase " ma vatinni 'a casa ".

Adesso vi racconto cosa ne penso io.

Io mi sono trovata in mezzo. Del primo ho pensato: "cogli***, tu cosa dici di più intelligente rispetto a me??? Perché dovrei ballare proprio qui e adesso dopo aver trascorso una giornata al mare reduce da una notte semi insonne??? " Dei secondi ho pensato : " pugno di ignoranti, invece di stare sempre ad insultare perché non vi rendete conto che forse è vero che l' unico passatempo di certa gente è parlare del nulla o degli altri, quindi sempre del nulla... ??? "

Ma la verità è che un pugno di cervelli è omologato al niente mentre un altro gruppo di cervelli è omologato a parlar male dell' altro.

La conclusione è che ignoranti, saputelli, figli di papà o solo di mammà hanno capito che solo sparando a zero sugli altri ci si sente migliori.

Sostanzialmente: non hanno capito un cazzo.

In questo momento mi rendo conto che anche io ho parlato male di loro, ma io sono la voce narrante fuori dal racconto, cioé vivo nella storia ma con occhio critico anche su me stessa, perciò sono autorizzata a parlarne.

Fondamentalmente: non me ne frega un cazzo se non hanno capito un cazzo sono problemi loro... ma sono proprio seri!