venerdì 15 giugno 2007

Ci si vede solo se si vede???

Sono tornata stasera da Catania, mia zia è in ospedale, mia madre è là ad assisterla per la notte, ed io e Grazia siamo arrivate nella casa desertica di Gela.
Questa settimana a Catania mi è successo di tutto.
Per cominciare ho avuto la casa infestata di blatte: orrore, schifo, ansia e repulsione.
Poi in facoltà,ho conosciuto una ragazza di Lettere, e definirla fuori dal comune è un eufemismo. Lei non tiene molto all' aspetto con il quale si mostra in giro, diciamo pure che non si cura per niente.
Mi ha un po' raccontato gli ultimi avvenimenti della sua vita dallo scorso anno ad ora, il tutto in un tempo record di un' ora scarsa. Mi era venuta voglia di abbracciarla ad un certo punto, mentre parlava, ma poi mi sono allontanata di scatto perché stavo per vomitarle addosso, puzzava, Dio quanto puzzava! Ho cercato di nascondere il senso di vomito. Ho provato a non respirare, poi mi sono allontanata con la sedia, e mi sono appoggiata al muro, continuando ad ascoltarla.
Non è una persona fortunata. Si lamentava di questo e della gente classista. Si lamentava proprio della sua sfortuna dovuta alla gente classista.
Io che non sono una riccona posso capirla su molti dei suoi discorsi. Mentre lei parlava io la vedevo come una sorta di mio alter ego adolescenziale ( anche se io mi lavavo e non avevo gli occhiali spessi un dito), parlava di problematiche che io avevo enfatizzato all' età di 14 anni. Discorsi che a quei tempi mi prendevano spesso e che mi facevano riflettere.
Adesso me ne frego.
A quella donna avrei solo voluto dire di lavarsi, pettinarsi i capelli, spazzolarsi i denti ed andare in giro fiera e a testa alta che anche se la sua maglietta non è costata 67 euro, in fondo l' unica cosa che conta è indossarla come se lo fosse stata...
Eppure le ho detto solo l' ultima parte e non mi sono permessa di dirle la prima per paura di offenderla, e così, credo d' averla offesa di più, e di non esserle stata d' aiuto.
Lei non so perché mi ha raccontato tanto di sè, forse lo fa con tutti, forse se ne fregava pure altamente dei miei consigli. Forse lei non mi sta nemmeno più pensando, e ironia della sorte io penso a lei...
Penso anche che se sono quel che sono lo devo a me stessa, e ringrazio chi un giorno mi ha detto che le esperienze non devo mai vederle negative ma servono a capire ed evitare di sbagliare di nuovo. Perché se in quel momento era tutto nero davanti a me, poi sono cresciuta. Da sola. Con i miei stessi consigli dati dai miei stessi ricordi sbagliati del passato. Ricordi da cambiare. E poco per volta, ho fatto sbagli sempre diversi. E poco per volta capisco qualcosa in più dello schifo che c' è intorno alle persone, dello schifo della vita.
Così mentre la ascoltavo parlare, provavo a darle forza, mentre una parte di me mi ringraziava per non essermi abbandonata né a me stessa né a nessun' altra persona. E anche se la mia non è proprio tra le più invidiabili esistenze, ho la forza di Bracciodiferro dentro un corpicino alla Olivia.
Comunque, dopo un po' lei se n' è andata.
E' arrivato Gianluca. Avevamo studiato insieme un' altra volta, in facoltà. E' simpatico, spiritoso, non è un' oca al maschile, è amichevole, ed è il classico ragazzo che un giorno vorrei che stesse con mia figlia. Vi chiederete perché non volere starci insieme io... semplice, perché uno così lo vedrei per mia figlia. Punto e basta. Non è chiara come spiegazione???
Poi cosa mi è successo??? Ah sì... l' esame di sociologia.
Ma come caspita faccio ad essere orba totale???
Quindi arrivo in ritardo, parlo con un ragazzo e mi faccio spiegare cos' è successo fino a quel punto, e poi come una demente mi faccio largo tra la gente e mi "inculacchio" per terra... accanto a chi??? E quando me ne accorgo??? 20 dopo...
Io sono disturbata...