lunedì 21 maggio 2007

Questioni fondamentali

Dopo aver scritto su diari, quaderni, retri di libri, muri, sedie, e banchi di scuola, sono approdata ad internet.
Non che per gli altri non sia stato lo stesso, ma per me è una faccenda ignobile.
Il mio primo diario, sul quale scrivevo le mie personali e vivaci giornate trascorse (sembrerà strano ma un tempo mi divertivo davvero, ora non mi tocca più niente), con l' andar del tempo subì un calo di peso notevole. Fino a diventare quel che è oggi: una copertina.
I libri di scuola erano uno sballo, mi servivano per scrivere, colorare, e disegnare (se il manuale di letteratura greca di Lorena avesse la bocca confermerebbe), a volte anche per studiare. Ma, quelle pagine, al momento del passaggio di proprietà (cioè quando li rivendevo), venivano inesorabilmente spazzate via dal libro.
Quando imbrattavo i muri poi, mi dava fastidio il commento di chi leggeva.
Sulla sedia bianca di plastica scrivevo con la punta di un ago, poi si passava alla cancellazione.
I banchi di scuola facevano schifo ed io contribuivo a renderli peggiori.
Odio il vandalismo, ma io ero una vandala per bene (che alibi del ca***!).
Ho la mania di scrivere dappertutto, che siano stupidaggini o no, devo metterle per iscritto se no muoio perché mi scoppiano dentro.
Ho cominciato a scrivere online pressoché da qualsiasi parte.
Il concetto di BLOG mi incuriosisce, perché non riesco a spiegarmi come faccia la gente a mantenere dopo tempo, scritto davanti agli occhi di tutti, anche il più nascosto dei suoi pensieri.
Mi piacciono i blog che raccontano i gusti musicali, artistici, letterari. Hanno un senso.
Ma come fanno le persone a decidere che qualcosa gli piace sempre ed incondizionatamente?
Io cambio idea di continuo. La pasta è il mio piatto preferito direi oggi, ma se poi a cucinare è una persona a cui piace la pasta scotta, col cavolo che resta il mio piatto preferito. Non riesco a concepire, per esempio, chi dice " a me le melanzane piacciono fatte in qualsiasi maniera", vorrei vedere se le mangiassero "in salsa di fegato di coccodrillo spappolato", chi continuerebbe a dirlo.
Qualche persona sicura di sé e dei suoi gusti, potrebbe storcere il naso e dire che non ho una personalità ben definita, ma siccome questo blog è il mio e non approderanno in molti a dire una frase del genere, dato che non l' ho divulgato (il blog), me ne frego.
Trovo noiosa la gente precisa, sicura, impalata nella sua posizione. Ma, chissà perché poi, sono sempre le persone che trovo più interessanti.
Non so dare mai un quadro generale di me, e nel blog o in altri luoghi del cyber spazio cerco di far uscire fuori ciò che ho dentro. Il punto è che dentro di me regna il caos, e come si fa a spiegarlo??? Per antonomasia, il caos, è quello che è. Spiegarlo sarebbe come voler metterlo in ordine.
Non so, ma i miei blog non mi piacciono, finisco sempre col raccontare vicende intime, e a raccontarle proprio male, forse, proprio perché è così che le vivo: male.
Tra qualche periodo farò piazza pulita anche di questo blog, ne ho già voglia.
Adesso vado.